lunedì 23 novembre 2015

- Bavella, Delicatessen


E' da tanto tempo ormai che sognavo di mettere mano su questa mitica via aperta da Arnaud Petit nel lontano 1992... nel mare di granito delle cime di Bavella, in Corsica. Purtroppo però non avevo mai trovato l'occasione per andare a provarla, così la ho sempre tenuta li, come una di quelle cose che prima o poi mi sarei messo di impegno per fare...


Finchè un giorno di questa estate, parlando con Federica a Ceuse, ho scoperto che anche lei aveva questa via nel mirino... allora ci siamo subito detti che la cosa andava tentata!


Cinque giorni, non di più. Questo è il tempo che avevamo a disposizione per salire la via. Non avevamo idea se sarebbe stato tanto o poco, ma eravamo determinati a fare del nostro meglio.


Arriviamo lunedì notte e ci accampiamo in uno spiazzo vicino alla strada che porta al colle. Essendo ormai buio non avevamo bene idea di dove ci trovassimo, ma lo spiazzo sotto ai castagni sembrava comodo, e montate le tende siamo subito andati a dormire curiosi di vedere cosa ci avrebbe aspettato il giorno successivo.


Alle sei di mattina circa veniamo svegliati da rumori di grugniti, castagne masticate e respiri affannosi che si spingono fin quasi dentro la tenda... all' inizio rimaniamo un po' impietriti, pensando che si tratti di un branco di cinghiali, ma quando finalmente alle prime luci dell' alba decido di alzarmi e guardare, scopro che sono solo un gruppo di innocui maiali selvatici che stanno facendo colazione proprio accanto a noi... respiro di sollievo!


Il primo passo ora era quello di avventurarci nella foresta fino all' attacco della via. In molti ci avevano descritto il sentiero come difficile e intricato, ma per fortuna riusciamo (quasi) al primo colpo a trascinarci fra piante, rovi e salti di roccia fino alla forcella sommitale fra punta U Corbu e Teghie Lisce... da li il panorama è incredibile e la via si staglia davanti a noi in tutto il suo splendore.



Arrivati all'attacco capiamo subito che sarebbe stata dura: faranno circa 18°, la parete è in pieno sole e il granito è ormai caldissimo... pian piano riesco a trascinarmi in sosta alla prima bellissima lunghezza di 8b, ma mi rendo conto che per passare in libera ci vogliono ben altre condizioni.


Fessure rovescie con i piedi splalmati, canalini svasi da rimontare con i palmi, enormi piattoni e terribili scagliette di granito da tirare più su in placca, sperando di salire ancora qualche centimetro prima che ti scappi quel piede spalmato e ti faccia inesorabilmente volare di sotto...


Il secondo e il terzo tiro per fortuna sono un po' più abbordabili. Proseguiamo in alternata, e con un po' di fatica riusciamo comunque a fare tutti i singoli di queste due lunghezze. Come tipologia di arrampicata sono abbastanza simili alla prima, ma almeno presentano sezioni più facili dove si riesce a prendere un po' fiato...


... Ok: fessura svasa in dulfer, (nessun incastro possibile quindi mi è concesso! ;) ) tettino, tallonata e ribaltamento di ginocchio...  ora ci troviamo nella grande nicchia sotto il tetto del tiro finale di 8a... troppo tardi ormai per tentare pure quello. Ci godiamo dall' alto il mare di nuvole che si è chiuso sotto di noi, lasciando intravvedere solo la cima di qualche guglia circostante, poi ci caliamo tra le nuvole per affrontare di nuovo il sentiero, al buio non sarà certo cosa semplice!


I giorni successivi proseguono un po' fotocopia del primo: il sole scalda la parete durante le prime ore della giornata, poi per fortuna arrivano un po' di nuvole, ma spesso non basta a raffreddare la roccia che sembra un enorme calorifero di granito rosso....


Il secondo e il terzo giorno sono dedicati a lavorare i tiri centrali, su cui abbiamo buone possibilità di riuscita, e ad andare in cima alla via. Scopriamo che le difficoltà del quarto tiro di 8a, non stanno certo nel passare i grossi tafoni per superare il tetto, ma sono tutte concentrate in quattro spit di placca appoggiata, con quasi nulla per mani e piedi... praticamente un incubo con questo caldo!


Il quarto giorno, complici anche un po' di nuvole che arrivano a mascherare il sole prima del solito, riusciamo finalmente entrambi a salire in libera i tiri di 7c+ e 7c.


Sul primo tiro abbiamo fatto progressi, ma c'è ancora una sezione in placca che è un rebus irrisolto... l'ultimo tiro di 8a per ora non ci siamo nemmeno messi a provarlo seriamente, necessiterebbe pure di una bella spazzolata per via del muschio!


Ok ultimo giorno di avventura, ormai siamo un po' affaticati dal sentiero e dalle ore di arrampicata. La pelle delle dita rimasta è poca e rovinata, ma non vogliamo mollare dato che la giornata sembra almeno partire con il piede giusto: nuvole fin dalla mattina e roccia presumibilmente fresca.


Si, oggi finalmente si sente qualcosa sotto le mani e non solo quarzi di granito caldo e sudato! Riesco a fare un buon link sul primo tiro, superando il canalino svaso e arrivando in placca con un solo rest. Qui riesco finalmente ad arcuare due croste che mi permettono di superare quella malefica spaccata da cui nei giorni precedenti non eravamo mai riusciti a tirarci fuori... ormai so che il tiro viene tutto... fosse stato così anche gli altri giorni!!


Ok proseguiamo spediti fino al tiro di 8a, con l'intenzione di guardare seriamente pure quello... in effetti scopriamo che pulendo un po' le fessure svase dal muschio e guardando bene gli appoggi si riesce davvero a passare, anche se la sensazione di precarietà di fondo rimane tutta.


Insomma, cinque giorni su "Delicatessen" sono volati. Siamo riusciti a salire in libera tre dei cinque tiri, abbiamo lottato contro il caldo e improvvisato movimenti da boulder in parete... ci siamo persi nel bosco al buio, graffiati con i rovi e preso pure qualche zecca. Ora sappiamo però che questa via è davvero alla nostra portata... insomma il sogno continua, magari la prossima volta con un po' più di fresco! ;)

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